Flash a slitta, economici e creativi

Partiamo da una domanda: quanto la tecnologia ha cambiato il modo di fare fotografia?

E più in generale: quanto la tecnologia ha cambiato la nostra vita negli ultimi anni?


Proviamo a pensare per un attimo alla Fotografia di 40 anni fa.

Una banalità: nascevano le prime reflex autofocus. Le sperimentazioni di Konica, Canon e Ricoh furono seguite dalla prima vera autofocus, la Pentax ME-F. Ma fu solo con la Minolta 7000 che la strada fu definitivamente tracciata (era il 1985).


Pensate a tutto ciò che oggi diamo per scontato avvicinando l'occhio al mirino della nostra

macchina fotografica: qualcuno tra i miei allievi dei corsi di fotografia si stupisce quando spiego a cosa serve la seconda ghiera sull'obiettivo... no, non quella dello zoom... l'altra.


Al di là del settore esclusivamente fotografico non possiamo non pensare ad Internet: il World Wide Web (www...) nasce ufficialmente nel 1989. Qualcuno di voi riesce a ricordare come si viveva senza Internet? I più giovani riescono a pensare ad un mondo senza... rete?


Ma torniamo alla fotografia e al tema di questo articolo.

Quando qualcuno mi chiede consigli su quali accessori acquistare insieme alla reflex, io suggerisco sempre in primis un flash.

E' vero che tutte le macchine fotografiche hanno un flash integrato, utilissimo in situazioni di

emergenza. Ma questa soluzione ha troppe limitazioni, per cui non si può prescindere dall'utilizzo di un flash esterno, non necessariamente l'ultimo modello dal costo esorbitante.


Originale o universale, che presenti però due caratteristiche essenziali:


1 – la possibilità di ruotare la testa in orizzontale e in verticale (per sfruttare il lampo riflesso da pareti, soffitti e pannelli);

2 – la possibilità di essere utilizzato in manuale (oltre che in TTL) e di variare la potenza di

emissione del lampo.


Tutti i flash che ci vengono proposti nei vari cataloghi dei produttori sono TTL. La modalità di funzionamento TTL facilità molto la corretta esposizione: l'emissione luminosa del lampo viene adeguata alla situazione di ripresa in modo da ottenere che il soggetto illuminato dal flash sia correttamente esposto. Il tutto in una frazione di secondo, al momento dello scatto. Il fatto che non sempre l'esposizione sia corretta non dipende dal sistema, ma da alcune variabili delle scene riprese che possono falsare la lettura esposimetrica.

La modalità di funzionamento manuale dei flash, per contro, necessita di un calcolo dell'esposizione prima dello scatto, oppure l'uso di un esposimetro esterno, ma permette di ottenere risultati molto più prevedibili (pre-visualizzati, potremmo dire) rispetto ai vari automatismi. E quello che è più importante, permette di ottenere facilmente effetti particolari difficilmente ottenibili in modalità automatico/TTL.


È questo allora un caso in cui la tecnologia non ci aiuta: "l'obsoleto" funzionamento manuale dei flash è molto più utile nei casi in cui vogliamo utilizzarlo in modo creativo, rispetto a tutti gli automatismi. Ma non dico niente di nuovo: pensate alla versatilità dell'esposizione manuale in una reflex e ai vari programmi di esposizione automatica: una modalità non sostituisce l'altra, ma ognuna trova il suo giusto spazio di lavoro. (Forse non tutti sanno che i potenti e costosi flash da studio si usano in modalità manuale, anche se negli ultimi anni sono stati dotati di vari automatismi…)


Vediamo allora uno di questi metodi per utilizzare il flash in modo creativo.



Questa fotografia, scattata poco prima del tramonto, è stata realizzata utilizzando un vecchio flash manuale (numero guida 32) acquistato in un mercatino dell'usato al prezzo di 12 euro. L'idea era quella di far vedere agli allievi dei nostri corsi come si può lavorare con vecchia attrezzatura e comunque ottenere validi risultati.

In particolare, ho utilizzato: il suddetto flash, un ombrello, uno stativo, un aggeggio per fissare flash e ombrello sullo stativo. Costo totale dell'attrezzatura: 60-80 euro.

Per pilotare il flash ho utilizzato un trasmettitore che da solo costa più di tutto il resto...

comodissimo, ma assolutamente sostituibile con un cavo sincro-flash dal costo di pochi euro.



L'effetto da ottenere è quello di staccare il soggetto dallo sfondo e immergerlo in un contesto quasi irreale, un ambiente più "notturno" rispetto alla realtà.

Il risultato è stato ottenuto sottoesponendo lo sfondo e facendo in modo che questo apparisse di una tonalità molto fredda rispetto al soggetto.

Lo schema di illuminazione che ho utilizzato è molto semplice: ho piazzato la fonte di

illuminazione artificiale (flash/ombrello) direttamente di fronte al soggetto, ad una altezza di circa 2 metri, e ad una distanza di circa 1,5 metri. La mia posizione di scatto era appena dietro lo stativo.


Il punto fondamentale, come dicevo, è quello di sottoesporre lo sfondo lasciando inalterata

l'illuminazione del soggetto, che otteniamo utilizzando il flash.

Per ottenere tale bilanciamento tra le due fonti di luce ho utilizzato un esposimetro che legge sia la luce continua che la luce flash. Ma in alternativa è possibile fare diversi scatti e valutare i risultati direttamente sul display della fotocamera, correggendo i parametri per ottenere il risultato voluto e potendo quindi fare a meno dell'esposimetro


Vediamo qualche esempio.






Nella Foto 4 la luce ambiente (sfondo) e la luce flash sono state regolate in modo da ottenere gli stessi valori di illuminazione sui due piani. Ho letto 1/13" – f/7,1 a 100 iso sullo sfondo e ho quindi impostato il flash in modo da avere gli stessi valori sul soggetto (utilizzando l'esposimetro esterno per la lettura della luce lampo). In questo modo il flash ha funzionato come un lampo di schiarita, integrando il soggetto allo sfondo (quello che avrei ottenuto lavorando in TTL, senza alcuna correzione).


Nelle foto successive ho sottoesposto via via lo sfondo, mantenendo inalterata la luce sul soggetto.

La luce del flash è rimasta costante: quello che ho modificato è stata l'incidenza della luce ambiente nell'economia dello scatto.

Ma come?

Abbiamo tre parametri per modificare l'esposizione di una fotografia: tempi, diaframmi, iso.

Se avessi modificato il diaframma o il valore iso avrei ottenuto una sottoesposizione generale dell'immagine.

L'unico parametro che influisce solo sulla luce ambiente senza modificare l'illuminazione data dal flash è il tempo di otturazione.

Diminuendo progressivamente il tempo di esposizione, quindi, sono riuscito a modificare

l'esposizione della sola luce ambiente (sottoesposizione), ma non c'è stata alcuna influenza sulla luce che illumina il soggetto (lampo del flash).

Ricordate allora che il tempo di esposizione NON influisce sull'esposizione flash! Ovviamente state attenti a non superare il tempo di sincro-flash della vostra macchina fotografica.


L'effetto particolare che notate sui primi due scatti, la scia delle palline, è dovuto all'utilizzo di un tempo di esposizione lungo: il lampo ha fermato la caduta delle palline, ma la lunga esposizione ha fatto sì che il sensore registrasse la scia data dal loro movimento.

Ma perché la scia va verso il basso, come se le palline stessero salendo?

Perché il flash non era sincronizzato sulla seconda tendina, per cui: scatto – si apre l'otturatore e parte il lampo – fissa il movimento della pallina – l'otturatore resta aperto e registra la scia della pallina che continua a cadere – si chiude l'otturatore.

Se avessi sincronizzato il flash sulla seconda tendina avrei avuto la sequenza: scatto – si apre l'otturatore e registra la scia della pallina che continua a cadere – parte il lampo – fissa il movimentodella pallina – si chiude l'otturatore. L'effetto sarebbe stato quello di una scia verso l'alto.


Il motivo per cui il fondo ha una tonalità più fredda rispetto al soggetto, è dovuto alla diversa temperatura di colore del lampo flash e della luce ambiente.

La luce del flash ha una temperatura colore di circa 5500°K (luce diurna a mezzogiorno). Queste foto sono state realizzate verso sera, quando la luce pur essendo ancora sufficientemente intensa, assume una temperatura colore molto più alta (tonalità fredda) rispetto al flash. Settando i parametri di bilanciamento del bianco sulla luce flash, tutto ciò che non è stato illuminato dal lampo ha assunto quindi questa tonalità molto fredda, dando una decisa caratterizzazione all'immagine e contribuendo a staccare il soggetto dallo sfondo.

Effetti simili si ottengono con cielo nuvoloso, oppure lavorando in ombra.

E' ovvio che il fondo dovrà essere sufficientemente lontano in modo da non essere illuminato dalla luce flash (sia per quanto riguarda gli effetti sulla temperatura colore che sull'esposizione).


Questo effetto è ottenibile anche in pieno giorno, ma se la luce ambiente è molto intensa avremo la necessità di utilizzare un flash molto potente in modo che il lampo emesso possa superarla di intensità.

In base alla "regola del 16” - o “dell’11“ (chi la ricorda?) sappiamo che l'esposizione corretta in pieno sole si ha utilizzando un diaframma f/16 ed un tempo di esposizione pari all'inverso della sensibilità ISO. Più facile farlo che dirlo: f/16, 100 ISO, 1/100 di secondo.

Se teniamo conto che un flash da studio da 1000 W/s può darci, a 100 ISO, f/32 ad un paio di metri di distanza utilizzando un ombrello (e anche f/45 se lavoriamo con luce diretta utilizzando una parabola), abbiamo almeno 2 – 3 stop di luce in più rispetto alla luce ambiente (che diventano 3 - 4 stop se lavoriamo a 1/250 di secondo, sempre che il sincro-flash della nostra reflex lo permetta).

Questi valori ci permettono di rendere quasi notturna una bellissima giornata di sole...


Flash a slitta

Ho scattato questa foto a fine giugno, intorno alle 16, in una giornata di sole, al limitare di un bosco nell'astigiano. Gli alberi hanno filtrato parte della luce, e hanno contribuito alla riuscita dello scatto.

In questo caso ho utilizzato un flash da studio da 1000 W/s. L'effetto è molto "vampiresco", o "stregonesco" se preferite, complice anche lo sguardo davvero intenso della modella.

Conclusione.


Conclusione.

Il flash è molto di più che un semplice strumento per fare luce: è un'arma a disposizione del

fotografo, ma come tutte le armi può essere pericolosa se non se ne conosce bene il funzionamento.

Questo è solo uno dei metodi per utilizzare il flash in modo "creativo".

Spero che quanto vi ho detto possa farvi venir voglia di sperimentare. Aspetto qualche vostra foto qui sil blog realizzata utilizzando questo metodo di lavoro.

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